Passeggiata ad Aosta: la fiera di Sant’Orso

Passano gli anni, ma Aosta mi resta nel cuore. Credo sia merito degli anni di università frequentata con persone fantastiche, che fortunatamente continuo ad avere al mio fianco, compresa Erica, la creatrice e co-amministratrice del blog! Una parte del merito se la prende però il suo fascino. Una città abbracciata da montagne e ricca di vestigia romana che incantano ad ogni visita. Quale migliore pretesto per visitarla se non la Fiera di Sant’Orso?

Cosa non perdere di Aosta

Aosta è una di quelle città d’Italia che spesso viene dimenticata, o visitata solo di passaggio. Il fatto che sia piccola, quasi tascabile, permette di vederla in lungo e in largo in una giornata. Si potrebbe per esempio, passare un week end nel capoluogo valdostano e visitare uno dei tanti castelli che offre la regione, come il non molto lontano castello di Sarre. Se state visitando la città di Aosta nel periodo della fiera di Sant’Orso, la mattina è sicuramente il momento migliore per fare i turisti per poi potersi godere, con il resto della folla, la gioia della fiera.

1. Arco di Augusto

Un grande arco proprio all’entrata della città e via pedonale. Infatti se arrivate da est, vedrete per primo l’imponente arco che risale al 25 a.C., quando i Romani occuparono e conquistarono la zona dove si trovavano i popoli autoctoni chiamati Salassi. Pensate che questo monumento divenne una casa nel XII e due secoli dopo venne utilizzata come una mini fortezza. Oggi per proteggerla dalle infiltrazioni al di sopra si trova un tetto di ardesia. Da questo bellissimo arco potete cominciare la vostra passeggiata nel centro storico lungo la via Sant’Anselmo.

Arco di Augusto con montagne innevate. Città di Aosta, Italia
Arco di Augusto

2. Collegiata di Sant’Orso.

Continuando lungo la via, potrete intravedere la via Sant’Orso sulla vostra destra. La chiesa dedicata al santo sarà una piacevole sorpresa sempre sulla vostra destra. Da lontano vedrete la torre campanaria in stile romanico che si scosta un po’ dallo stile della chiesa. Questa, molto alta per poter inglobare un campanile precedentemente costruito, presenta un particolare stile gotico molto evidente nel portale a ogiva e l’imponente decorazione chiamata ghimberga. In questo luogo si trovava una necropoli all’esterno della città e poi una chiesa costruita probabilmente prima del X secolo. Di quest’epoca troviamo ancora degli affreschi all’interno della chiesa. Il vero tesoro di questa collegiata è il chiostro, accessibile dal lato destro della chiesa. Sempre alla destra, trovate il priorato di Sant’Orso con interessanti decorazioni in cotto.

3. Basilica paleocristiana di San Lorenzo

Rimanendo nella stessa piazzetta, lasciando alle spalle la collegiata di Sant’Orso potrete visitare i resti di un luogo di culto paleocristiano. Sotto la chiesa tutt’ora esistente è stata ritrovata una basilica costruita sulle tombe dei primi martiri, che si trovavano in un’area cimiteriale romana.

4. Porta Pretoria

Continuando la passeggiata sulla via Anselmo troverete di fronte ai vostri occhi l’ingresso orientale della città romana Augusta. Anche queste vestigia risalgono al 25 a.C. e conservano ancora oggi molti dettagli evidenti dell’epoca. I tre archi permettevano il passaggio ai lati delle persone e al centro i carri. Riuscite a vedere i solchi lasciati dalle ruote sul pavimento? Riuscite ad immaginare che sulla sommità di questa porta nel XII secolo costruirono una cappella e poi un forno per cucinare il pane?

5. Teatro Romano

Appena superata la porta della città romana, sulla destra potrete fare un tuffo nel passato e passeggiare tra le antiche mura del teatro romano. Nonostante sia rimasta intatta solo una parte della facciata, questo luogo ha il potere di regalare emozioni uniche. Qui potrete sognare di essere uno dei quattromila spettatori.

Teatro romano nella città di Aosta
Teatro romano nella città di Aosta

6. Piazza Chanoux

Il cuore della città lo trovate qui. Alla piazza si affacciano il palazzo comunale e hôtel des États, entrambi recenti (XVIII e XIX sec) data la presenza di un monastero francescano fino ad allora. Da ricordare E. Chanoux, protagonista della resistenza valdostana ucciso dai nazifascisti.

7. Il buon cibo

Tutto questo camminare fa venire fame. Nella città di Aosta le occasioni per assaggiare il buon cibo non mancheranno, soprattutto se capitate durante la fiera di Sant’Orso. Non dovete assolutamente perdervi:

  • Fonduta di fontina con il pane
  • Polenta concia con fontina
  • Cacciagione di cervo
  • Tegole valdostane
  • Grolla valdostana o caffè dell’amicizia

8. Criptoportico forense

Non lontano dalla piazza, dopo aver attraversato gli scavi dell’antico foro romano, troverete sulla vostra destra l’imponente Cattedrale d’Aosta. Proprio di fronte a voi, scendendo e poi attraverso un giardino si troverà l’accesso al criptoportico. Questo luogo magico, ossia un portico sotterraneo era probabilmente la zona sacra del foro adiacente.

9. Croce di città

In questa piazza si incontravano in epoca romana le due vie principali: cardo e decumano. Come però lo dice il nome, vi è una croce. Qui dicono che venne eretto un monumento cristiano dopo la cacciata di Calvino dalla città, arrivato per convertire il popolo valdostano. Senz’altro un luogo ricco di negozi e locali.

10. Le mura e le sue torri

Una volta terminata anche via Aubert, vedrete un’interessante costruzione moderna, ossia la biblioteca. Lo stesso palazzo ingloba al suo interno parti delle mura antiche della città. Seguite quindi la costruzione. In fondo potrete vedere una delle torri, quella del Lebbroso, chiamata così avendo ospitato realmente un lebbroso nel 1700.

Resti della cinta muraria di Aosta
Resti della cinta muraria di Aosta

La Fiera di Sant’Orso, tra dati e leggende

La fiera si festeggia ogni anno il 30 e il 31 di gennaio da tantissimi anni. Pensate che quest’anno ci sarà la 1019ima edizione della fiera. La fiera che quest’anno sarà rappresentata da 1145 espositori sarà divisa tra il padiglione dell’artigianato in Piazza Chanoux e quello dello street food per assaggiare il meglio dell’enogastronomia locale. In questi due giorni di tradizioni antiche, Aosta ha accolto negli anni passati oltre 150.000 visitatori. Persone che come noi sono incuriosite dagli antichi mestieri e sapori, spinti dalla voglia di vedere, provare, sentire.

I giorni della merla ad Aosta. Neve e ombrello.
I giorni della merla ad Aosta.

Vi starete chiedendo il perché di questa fiera? Orso era un prete di origini irlandesi che si stabilì ad Aosta e morì intorno al sesto secolo. La leggenda racconta che Orso d’Aosta era molto generoso e fabbricava sabot di legno per offrirli ai più poveri come protezione dal freddo e soprattutto dalla neve. Da queste azioni di bontà avrebbe origine la fiera, che all’inizio avveniva unicamente nella zona della collegiata di Sant’Orso. Il sabot continua a essere un filo rosso per la fiera, perché tutt’oggi una gran parte è incentrata sull’artigianato e il lavoro del legno.

Inoltre la tradizione vuole che la sera del 30 gennaio si faccia la Veillà, ossia veglia in patois o dialetto valdostano. Durante questa veglia, si cercano di rievocare le sere inverali passate nelle stalle con gli amici e la famiglia. Per questo motivo, ad Aosta quella sera si va in giro per le antiche cantine, chiamate le crotte, del centro storico e si combatte contro il freddo, tipico dei giorni della merla, con litri di vin brulé.

La fiera di Sant’Orso è quindi un momento dell’anno durante il quale ci si raccoglie per ricordare il duro e importante lavoro degli artigiani, per riscoprire i tratti artistici e folkloristici del popolo valdostano e soprattutto per riscoprire attimi di pura gioia e condivisione con gli amici. Se volete consultare il programma completo cliccate qui.

Se avete trovato l’articolo interessante e utile fatemelo sapere nei commenti. Lo stesso vale se avete consigli da darmi, qualcosa che varrebbe la pena aggiungere. Io nel frattempo vi lascio con una fantastica foto di me ed Erica, nel lontano 2011 ad Aosta.

Francesca e Erica ad Aosta nel periodo natalizio
Io ed Erica ad Aosta nel periodo natalizio

2 Replies to “Passeggiata ad Aosta: la fiera di Sant’Orso”

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