Live From Trans-Siberian Railway: 10 domande a Francesca

Mentre ieri ero rinchiusa in casa a scrivere la tesi, ho pensato alla mia amica e co-amministratrice del blog Francesca, che al momento si trova in qualche punto sperduto e gelato della rotta transiberiana. Attraverso le sue storie su Instagram e i suoi racconti, sognavo di essere con lei a condividere quest’avventura. E allora, presa da un attacco di curiosità e voglia di viaggiare, le ho scritto delle domande per un’intervista “live”, visto che ancora si trova in treno e terminerà il viaggio tra qualche giorno. Sicuramente anche voi avete voglia, tramite i suoi racconti, di salire a bordo della Transiberiana per qualche minuto!

1. Sei quasi alla fine di questa avventura. Se ti chiedessi di fare un bilancio dell’esperienza finora vissuta con una sola parola?

È difficile anche solo attribuire una parola ad ogni città visitata. Sicuramente incontro, condivisione. Incontrare gente e condividere con loro una parte del viaggio è senza dubbio il miglior modo di conoscere di più o semplicemente di crescere.

2. Adesso sicuramente, mentre rispondi alle mie domande, sarai in treno. Cosa puoi ammirare dal finestrino in questo preciso momento?

Il paesaggio dal finestrino: uno spesso cumulo di neve, la fitta foresta di conifere e betulle. Ogni tanto appare un paesino dalle case di legno. Il momento più bello è quando albeggia (intorno alle 9) e il fumo dei comignoli disegna strane forme nell’orizzonte.

3. E se invece alzi lo sguardo verso gli altri viaggiatori, che tipo di gente vedi attorno a te?

Nei treni che attraversano la Russia si vede gente, il vero popolo russo, viaggiare in treno in alcuni casi è davvero l’unica soluzione. In questo vagone di treno in viaggio verso Mosca da Tomsk vedo due piccole babushke (nonnine), una viaggia sola e infatti non perde occasione di parlare con tutti, mentre l’altra più anziana viaggia con il nipote. Entrate nel vagone per un’attimo ci hanno squadrato vedendo i nostri zainoni, ma poi la loro ospitalità è uscita, abbiamo cenato insieme e il nipote ci ha aiutato a mettere gli zaini in alto nelle cappelliere. La gente varia a seconda del treno, ne abbiamo vista tanta, una cosa accomuna tutti, la curiosità nei nostri confronti.

4. Hai deciso di fare la Transiberiana in inverno, affrontando quindi il gelo della Siberia. Con le tue storie di Instagram sui -40 gradi in Siberia hai fatto letteralmente rabbrividire tutti i tuoi followers. La domanda sorge spontanea: perché proprio in questo periodo?

C’erano varie cose che mi spingevano a voler organizzare la Transiberiana d’inverno. Una di queste era sicuramente vedere il lago Baikal ghiacciato, e nonostante tutto sono arrivata troppo presto senza che fosse ghiacciato nella parte sud. Dopo aver vissuto in Russia in vari periodi dell’anno credo che la Russia invernale e quella estiva siano due paesi completamente diversi. I paesaggi, la gente, tutto è diverso ed ecco perché ho deciso di viaggiare d’inverno e conoscere le temperature estreme della Siberia. Il freddo tempra il corpo e accresce l’anima.

5. Un consiglio da viaggiatrice sarda in Siberia: qual è secondo te il rimedio più efficace contro il gelo? E soprattutto, la Transiberiana in inverno è fattibile?

La Transiberiana in inverno è fattibilissima ma bisogna essere preparati, soprattutto mentalmente. Pensare di uscire dal treno dove ci sono in media 28 gradi ed andare nelle strade a meno 28 può essere abbastanza traumatico. Bisogna organizzarsi bene con abbigliamento caldo, nelle zone di Ulan-Ude e Irkutsk si trovano dei bellissimi indumenti intimi come anche calze, guanti e cappelli di pelliccia di cammello che vi consiglio. Un’altra strategia è di prendere il taxi per le grandi distanze. Spesso non si conoscono i bus o i trasporti locali, meglio in ogni caso evitare di stare fuori a lungo senza una meta. Un altro rimedio è sicuramente bere tanto tè, se non altro è la bevanda tipica russa. In Siberia hanno un tè particolare salaang ale che dà forza ed energia, per le vitamine non perdetevi l’infuso di bacche come oblepikha.

6. Se non erro i treni russi si dividono in prima, seconda e terza classe. Tu quale hai scelto e perché?

Giustissimo, nei treni russi si può scegliere tra kupé, quindi cuccette chiuse da 4 letti, oppure platzkart, vagone con letti su ogni parete e aperti come un grande dormitorio, in alcuni casi esiste anche la business class con più privilegi. La prescelta per questo viaggio è assolutamente il platzkart. Immagina di arrivare in una città che non conosci per niente, le persone che condividono il tuo stesso posto nel vagone potrebbero darti informazioni sulla città, su come meglio muoverti, su dove andare. Potrete condividere le vostre storie e scoprire le loro. È in questi momenti che si viene più a contatto con la Russia, in treno con il popolo russo.

7. Avrai trascorso ore interminabili in treno. Quali sono gli inconvenienti e quali i vantaggi di un percorso itinerante di questo tipo?

Passare ore in treno ha i suoi vantaggi, si può per esempio risparmiare sul pernottamento in hotel e dormire durante il viaggio, si risparmia dunque tempo. Gli inconvenienti che nascono sono ovviamente la mancanza di un vero bagno privato e quindi di una buona doccia per un sacco di tempo. Ci si organizza, non è un inconveniente insormontabile. Noi per esempio un paio di volte, arrivando nelle città molto presto ci siamo fondate negli ostelli e abbiamo chiesto ospitalità per qualche ora e abbiamo usufruito della doccia. In alcune città esiste la bania (sauna russa) che può essere una buona alternativa per riscaldare ed eliminare le tossine. Si ha la scusa di andare dal parrucchiere a fare la piega e sentirsi coccolati per qualche minuto. Chi ha detto che viaggiare con lo zaino in spalle non si possa fare con eleganza?

8. Credo che in ogni viaggio l’aspetto più interessante è incontrare la gente locale ed entrare in contatto con le tradizioni e la cultura del posto. Conoscendoti, sono sicura che non avrai perso l’opportunità di farlo. Raccontaci un episodio (senza spoilerare troppo il prossimo articolo:) )

Il primo episodio che mi viene in mente è quello di un gruppo di ragazzi in viaggio da Vladivostok verso Teshet, andavano in Siberia per lavorare e fare le strade in varie zone verso Čítá. Questi stessi, nel momento in cui ci siamo fermate di fronte alla stazione di Birobidzhan, hanno visto le lettere dell’alfabeto ebraico. La città è infatti capitale della regione autonoma ebrea. Un esperimento staliniano per rispondere alla diaspora. Tra di loro chiacchieravano e non avevano idea di che alfabeto fosse. Quello che mi ha colpito di più non è stato l’ignorare la cultura ebrea, bensì non conoscere quella realtà. Non vivono poi così lontani. Questo mi ha fatto riflettere, in effetti spesso ignoriamo la realtà che ci circonda e che è la nostra storia e cultura. Siamo più incuriositi dall’estraneo e lontano. In quelle zone infatti si sente la forte influenza coreana e cinese.

9. Il fatto che tu parli molto bene il russo sicuramente ha reso la tua avventura ancora più autentica. Consiglieresti il viaggio però a una persona che non ha alcun tipo di conoscenze linguistiche?

Il popolo russo in generale è molto ospitale e gentile, quindi non si metterà problemi nell’aiutare in caso di bisogno, però fare questo viaggio senza la conoscenza della lingua richiede una preparazione molto più profonda, riguardo ai posti e ai modi di raggiungerli. Non parlare russo significa non riuscire a comunicare e quindi a condividere completamente l’esperienza con le altre persone. Parlare russo aiuta a trovare eventi che succedono in città in quel momento. Consiglio una minima conoscenza della lingua, almeno per leggere le indicazioni e chiedere informazioni.

10. Purtroppo nel 2019 c’è ancora tanta gente che pensa che un’avventura del genere non sia adatta a due ragazze sole. Cosa risponderesti a queste persone?

A queste persone direi di prendere uno zaino e andare, scoprire che nel mondo c’è molto altro che le quattro mura, che solo viaggiando così si riacquisisce fiducia nel prossimo, nella specie umana. Viaggiare e conoscere. Solo così possiamo diventare delle persone migliori.

Spero che leggere le risposte di Francesca vi abbia fatto catapultare in un vagone nella Siberia sperduta, proprio com’è successo a me. Restano ancora pochi giorni fino alla fine del suo viaggio. Potete seguire Francesca su Instagram  (franzisca.m) o anche solo scrivere delle domande qui sotto nei commenti, a cui lei risponderà nel prossimo articolo, con ulteriori racconti e foto!

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