Cosa fare a Ferrara in un giorno e mezzo

Ferrara è una di quelle città di cui oggi si parla poco, o forse non abbastanza. Da quelle poche cose che avevo letto prima di partire avevo capito che tra le vie di questa città si respira la storia. La storia di uno dei più importanti centri dell’Italia rinascimentale. Infatti visitarla mi ha affascinato e non vedo l’ora di ripartire. Ferrara è camminare per le vie delle volte, passeggiare attorno al Castello Estense, sorseggiare un caffè sulla piazza della Cattedrale e molto altro.

Dopo una fuga brevissima con mia sorella, ecco che vi racconto cosa si può fare a Ferrara in pochissimo tempo.

Arrivare a Ferrara

Arrivare in aereo è possibile fino a Bologna, che dista solamente un’ora dallo stesso aeroporto e trenta minuti in treno dal centro. Arrivando da Milano non è complicato, farete però cambio di treno a Bologna. Noi, partite da Alghero, siamo arrivate a Bologna e ripartite da Milano. Qualcosa di molto simile a un viaggio della speranza, un susseguirsi di corse e cambi di mezzi che sembrava davvero una spartan race.
In ogni caso, in treno o in autobus, vi fermerete alla stazione, all’esterno delle mura. A quel punto dovrete percorre il lungo Viale Cavour fino ad avvicinarvi al Castello Estense e quindi anche al centro storico. Guardandola sulla cartina potrà sembrarvi enorme, ma in realtà è tutto poco distante ed il nucleo di tutto ciò, penso l’abbiate capito, è il castello.

Cosa vale la pena vedere a Ferrara

Castello Estense

Essendo il nucleo della città, centro d’intrighi, scontri politici e avvenimenti storici, il castello è una delle prime cose da visitare a Ferrara. Presenta due entrate, un cortile al centro dove la gente del posto ama passeggiare nei fine settimana, e un’ottima caffetteria all’interno. La visita del castello costruito dalla famiglia d’Este nel XIV secolo vi porterà alla scoperta della creazione e dello sviluppo della città, senza mai dimenticare le successioni di generazioni di questa famiglia imponente. Scoprirete le prigioni dei sotterranei della torre dei leoni, che conservano ancora oggi i letti e le latrine. Le scale si intrecciano poi verso i piani superiori per mostrarvi le sontuose sale dove oltre a trovare magnifici affreschi potrete ammirare anche varie esposizioni di dipinti. Sempre al primo piano potrete osservare la città dall’alto della terrazza, una vera chicca del castello.
Avere poco tempo per la visita può davvero renderla una corsa agli ostacoli tra le opere, ma quello che temevo di più durante il mio passaggio al castello era il guardiano che spegneva le luci delle sale una volta uscita. Il momento più inquietante è stato senza dubbio la visita delle prigioni, dove la porticina ti permette di entrare in grandi stanzoni con soffitti immensi.
Di fronte all’imponente costruzione, attraversando largo castello in direzione del Corso Ercole I d’Este troverete un carinissimo bar da dove potrete sorseggiare ottime bevande e osservare il castello. Bello da qui osservare il ritmo dinamico della gente che passa e non fa più caso a quel palazzo così ricco di storia.

  • Visitabile con un biglietto intero di 8,00€
  • Aperto tutti i giorni tranne il lunedì dalle 09.30 alle 17.30
  • Per maggiori informazioni clicca qui

Corso Ercole I d’Este

Il corso come lo dice il nome, fu commissionato da Ercole I d’Este durante il XV secolo, rappresentando per l’epoca una vera e propria rivoluzione che rompeva con gli schemi architettonici del medioevo e che sviluppava per la prima volta l’urbanizzazione della città lungo ampi viali e piani regolari. Il corso tutt’ora fatto con sampietrini è lungo e avvolgente. Sul corso ho passeggiato a lungo, cercando di privilegiare le zone più estreme di quest’ultimo, per cercare un po’ quella che era la periferia di un tempo. Tutti i dettagli circostanti lo rendono magico, forse é il colore delle foglie d’autunno, forse era quel rumero dei sampietrini che rievoca il rumore dei cavalli al galoppo. Uno dei luoghi che mi ha emozionato di più a Ferrara.

Inoltre, su questo corso troviamo altri palazzi di rilevante importanza come per esempio il Palazzo dei Diamanti, il museo della resistenza, Palazzo Turchi (oggi sede di Unife), l’orto botanico, e continuando verso la fine del corso incontrerete anche il cimitero della Certosa e il cimitero ebraico.

Corso Ercole I d'Este Ferrara
Corso Ercole I d’Este Ferrara

Il Palazzo dei Diamanti

Il palazzo come viene descritto, è formato all’esterno da varie punte di marmo, tagliate come fossero diamanti. Uno spazio espositivo, che ospita fino al sei gennaio le opere naturalistiche di Courbet. Nelle varie sale potrete perdervi nelle opere esposte e nella bellezza del palazzo, anche se molte sale sono state modificate e riadattate all’uso odierno del luogo. Un interessante cortile vi accoglie una volta entrati. Nonostante tutto continuo a pensare che la cosa più maestosa di tutto ciò sia la facciata, così eccentrica ma allo stesso tempo minimalista. La mostra in sé può capitare interessante oppure no. Personalmente amo Courbet ma non per la pittura paesaggistica. Trovo che la bellezza del luogo stia unicamente nel genio architettonico e decorativo del palazzo. Toccare con mano quel marmo in rilievo ha reso ai miei occhi il palazzo dei diamanti unico nel suo genere, qualcosa che forse Dalí molti secoli dopo ha tentato di fare ma con tutto un altro scopo.

  • Visitabile con un biglietto intero di 13,00€
  • Aperto tutti i giorni dalle 09.00 alle 19.00
  • Per maggiori informazioni clicca qui

A spasso nel verde

Usciti dal Palazzo dei Diamanti, vi consiglio di continuare a passeggiare ancora per qualche metro lungo il corso, fino ad arrivare al Parco Massari. In questo parco ci sono varie persone che corrono, che si tengono in forma e voi qui potete abbandonare per un attimo il ritmo scandito dalle tante cose che dovete ancora vedere. Cosa che io purtroppo non sono riuscita a fare.
I giorni di nebbia questo posto prende un’aria ancora più surreale e non sarà difficile immergervi nell’atmosfera. Una volta attraversato il parco potete continuare in direzione del Cimitero della Certosa oppure visitare il piccolo, ma interessante, orto botanico. Interessante quest’ultimo, soprattutto per le tartarughe che si fingeranno morte appena passerete a fianco. Qualunque sia la vostra scelta, vi consiglio di non perdere la Piazza Ariostea. Questo luogo potrebbe apparire secondario sulla cartina dei monumenti, però il verde e soprattutto le numerose arcate dei vari palazzi che danno sulla piazza vi catapultano direttamente indietro nel tempo.

Quel che l’uomo vede, amor gli fa invisibile e l’invisibile fa vedere amore.

Orlando Furioso

Casa Romei

Essendo molti i palazzi visitabili e avendo poco tempo è essenziale scegliere. Lasciando il corso d’Ercole I d’Este e tornando verso il Castello, se percorrete tutto il corso della Giovecca verso le mura troverete il palazzo di Marfisa d’Este. Devo ammettervi di esserci passata davanti, ma vedendo una fila lunghissima di turisti mi sono demotivata e ho scelto di continuare la mia visita altrove. Lo so, sono guida turistica, adoro i turisti, ma preferisco i piccoli gruppi, quelli interessati e quelli curiosi, preferisco allontanarmi dalla massa, sempre e comunque. Ciò non toglie, che voi possiate preferire la visita di questo palazzo. Per mia scelta mi sono inoltrata nelle viuzze dietro il palazzo.
Più ci si allontana dal corso più le strade diventano strette e misteriose.  Sulla via Madama, si trova a un certo punto la chiesa di Santa Maria in Vado dove si trova la tomba della famiglia d’Este. Controllate bene che sia aperta, perché ahimè io non ho potuto visitarla per negligenza.  Un po’ triste della cosa, ho continuato a camminare, ma mi aspettava una bellissima sorpresa. Lungo la via Savonarola ho incontrato per puro caso la casa Romei, che vi consiglio assolutamente di visitare. All’interno nel pian terreno troverete stanze affrescate che conservano tuttora la magia dell’epoca medievale e rinascimentale. Per salire al primo piano dovrete attraversare l’immenso cortile interno pieno di decorazioni e sculture, con una facciata unica. Poi al primo piano troverete affreschi e pitture di altri palazzi cittadini staccate e raccolte nell’area museale della casa. Inoltre, il giorno della mia visita nelle sale del primo piano si esibiva un gruppo di ballerini rinascimentali che con i costumi hanno rievocato l’atmosfera dell’epoca. Amando così tanto la danza e la storia ho pensato che quell’evento fosse lì per me, che mi aspettasse. Qualunque sia il motivo mi è bastato un secondo dopo averli visti così vestiti, per essere totalmente distratta da loro e per niente interessata dagli affreschi sui muri, una farsa quasi più coinvolgente e interessante rispetto alla realtà!

  • Visitabile con biglietto intero di 3,00 €
  • Aperto da domenica a mercoledì: ore 8,30-14,00  e da giovedì a sabato: ore 14,00-19,30
  • Per maggiori informazioni clicca qui

La Ferrara che non c’è

Superata via Savonarola, passando per via Terranuova vi potete dirigere in quello che fu uno dei più importanti quartieri ebraici d’Italia. La Sinagoga conserva ancora due lapidi in marmo che ricordano le vittime delle deportazioni neofasciste. Al’interno di questa sinagoga (tuttora praticabile) si trovano varie sale dedicate al culto e alle cerimonie solenni, ma si può visitare anche un museo dedicato al passato ebraico della città. Questo luogo al momento è in restauro e quindi chiuso, ma vi confesso che non vedo l’ora di visitarlo!
Continuando su via Terranuova, attraversando via delle scienze arrivate direttamente a quella tanto famosa via delle Volte.  Questo luogo in epoca medievale era lo scenario della vita commerciale della città. Raccontano che le volte siano il risultato della creazione di passaggi dalle case ai magazzini dei negozi. Chissà se questo sia vero. E’ vero che mentre passeggiate per la via non potete non provare a sentire ancora le voci dei mercanti che vendono i loro migliori prodotti.

La Cattedrale

Dalla via delle Volte, passando per via San Romano arriverete direttamente alla grande piazza Trento Trieste al lato della Cattedrale di San Giorgio. Questo edificio religioso venne progettato e iniziata la sua costruzione nel XII secolo. Lo stile romanico è ancora visibile sulla facciata imponente. Una parte interessante di questa cattedrale è il campanile, che iniziato nel XV secolo con pregiati marmi bianchi e rosa, non è ancora terminato e manca quindi della copertura progettata. Varie parti vennero resaturate, compresa la facciata che per il momento è coperta. Sono riuscita comunque a intravedere qualche bassorilievo, e ad immortalare quello di San Giorgio. Nonostante tutto non sento una forte attrazione verso le chiese, che non significa che non sia attratta da Dio. Semplicemente vedo queste opere come simbolo di uno sviluppo politico e sociale di una città e non come simbolo della fede. Sarà forse per questa ragione che ho deciso di visitare la cattedrale per ultima e casualmente si trova per ultima in questa lista delle cose da vedere.
Una volta visitata la Cattedrale è d’obbligo il passaggio nel cortile del Palazzo Municipale che si trova proprio di fronte. Questa zona pullula di gente e biciclette, quasi l’anima della città.

Dove bere e mangiare a Ferrara

Tutto questo camminare e visitare mette appetito. Ecco perché vi consiglio i luoghi in cui io ho potuto degustare in così poco tempo, alcuni dei piatti tipici ferraresi.

Dolce risveglio da Nonno Umberto

Come lo dice il nome stesso questo locale viene creato cercando di rispettare quelle che sono le tecniche di un tempo, il lavoro secolare della terra e la fabbricazione di prodotti autentici. In questa wellness bakery, come si descrivono, potrete migliorare il vostro risveglio in città con succhi freschi e dolci di ogni genere, immaginando di essere nelle campagne ferraresi con Nonno Umberto.

Squisito pranzo nel centro di Ferrara

Tra le vie del centro storico di Ferrara esiste un luogo dove tradizione, ospitalità e gusto si incontrano. Il ristorante Farina del mio sacco offre una quantità smisurata di piadine farcite in ogni modo con i prodotti locali. Insalate dal sapore del territorio. Ma ciò che va moltissimo in questo posto sono i taglieri di prosciutti, salama di ferrara, mortadella, marmellate, formaggi e squacquerone rigorosamente accompagnati da gnocchi fritti oppure tigelle (delle mini focaccine) assolutamente da aprire e farcire. Una vera e propria esplosione di sapori. Se passate di qua, non badate a dieta!

Tagliere con gnocchi fritti e tigelle da Farina del mio sacco Ferrara
Tagliere con gnocchi fritti e tigelle da Farina del mio sacco Ferrara

Un aperitivo da re con vista Castello

Nella piazzetta del Castello, proprio di fronte all’imponente edificio potrete degustare un ottimo aperitivo a prova di affamato nella pasticceria Duca d’Este. Immaginerete dal nome che qui potete anche trovare deliziosi pasticcini o dolci tipici come per esempio la tagliolina (una torta di tagliatelle che vale la pena provare), la tenerina (una bomba a mano al cioccolato) e il pampepato. Da non dimenticare poi gli assetati. Nella regione dove ci troviamo esistono svariati vini che meritano di essere bevuti, da sottolineare i vini delle sabbie.

Cena stellata nell’antica F’rara

Quello che non dovete perdervi venendo a Ferrara sono ovviamente i cappellacci ripieni di zucca. Essendo un prodotto tipico, la zucca gioca da protagonista nella cucina ferrarese sia per quanto riguarda i primi che per i desserts. I cappellacci, chiamati cosi per la loro forma simile a un cappello, secondo i racconti erano già un piatto prelibato in epoca rinascimentale. Se poi ai cappellacci ci aggiungete una crema di tartufo avete definitivamente fatto bingo. Per degustare la storia del territorio in un piatto vi consiglio di andare all’Osteria Ca’ di F’rara. Un ristorante elegante, che presenta le sue pietanze in un modo sobrio e minimalista, che lascia ai sapori il ruolo di protagonisti.



Infine ognuno ha il suo modo di viaggiare, di scoprire e provare cose nuove. Io adoro le attività intensive, mi piace pensare di svegliarmi in un angolo di questo mondo e addormentarmi nell’altro. So che siamo tuttti diversi, per questo vi chiedo se avete altre idee, conoscete altri luoghi che valgono assolutamente la pena e devono rientrare tra i must commentate qui sotto!

P.s.: credo che anche il Palazzo Schifanoia valga la pena, descritto da tutti come uno dei migliori palazzi e il nome stesso mette allegria, ma ahimè anche i palazzi hanno bisogno di riposo, ed al momento è chiuso per restauro.

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