Sardegna da scoprire: dune e miniere del Sulcis – pt 2

Troppo spesso l’immagine delle bellissime spiagge sarde fa ombra a tutti quei luoghi pieni di storia e di passato. Non mettendo da parte le bellissime dune della Costa Verde, vi racconto il mio tour, con cui potete scoprire la storia dei luoghi che le circondano. Le vene della Sardegna, piene di minerali. Il paesaggio, pieno di miniere abbandonate.

Temeraria tenda

Cala Domestica

Quella famosa notte, passata in tenda, in realtà è durata troppo poco. E’ passata troppo in fretta. Per dirla breve siamo così esauste che non ci siamo accorte di dormire in tenda. Suona la sveglia. Vogliamo scoprire quel posto incantato, avvolto nella quiete e nella solitudine. Suona la sveglia e ci fiondiamo in spiaggia per la colazione. Tutto tace, anche i pochi turisti in camping continuano nel torpore del loro sonno. Il cielo un po’ nuvoloso non ci impedisce un bel primo bagno nella bellissima e conosciuta Cala Domestica. Proprio da questa Cala, sino agli anni ’40, partivano le imbarcazioni piene di minerali estratti nella zona. Per questa ragione sono ancora visibili strutture abbandonate, come depositi o gallerie usati dai minatori. Una di queste gallerie permette di passare dalla spiaggia principale alla caletta, una cala adiacente, paradisiaca.

Torre Aragonese di Cala Domestica

Quello che ci è piaciuto più di tutto è la formazione della cala molto simile a un fiordo. Non ci basta però viverla dall’interno. Decidiamo quindi di percorrere il sentiero che sale sul lato sinistro della spiaggia e arriva in cima al promontorio. In alto, vi troviamo anche una torre. Una di quelle famose torri aragonesi (XVII), ma che fu riutilizzata durante la II Guerra Mondiale come torre di controllo, per questo in ottimo stato. Da li, la vista è mozzafiato e pensando di essere sole, cerchiamo di andare oltre la torre, scopriamo che un uomo ha scelto quell’angolo di paradiso per soddisfare i primi bisogni mattutini. Purtroppo non abbiamo tempo per aspettare e chiedergli il perché, lasciamo solo che sia, così come mamma l’ha fatto, nel bel mezzo del nulla, dietro a un’enorme torre aragonese, di fronte all’orizzonte di un mare cristallino. 

Caletta

Da Cala Domestica a Porto Flavia

Corriamo. Saltiamo a bordo dell’auto e ci dirigiamo qualche chilometro a sud: a Masua, per essere più esatti a Porto Flavia. Come già ben sapete, tutta la zona è importante per la presenza di minerali. L’attività estrattiva tra fine XIX e inizio XX secolo, già molto sviluppata, cominciava a dover far fronte alla concorrenza europea. Due problemi della Costa Verde, impedivano però ai proprietari di abbattere i costi: poca profondità dei fondali sulle coste e forte vento costante. Per questi motivi tutti i minerali estratti dovevano essere prima trasportati su piccole imbarcazioni verso l‘isola di San Pietro, Carloforte, e poi trasportate verso i porti e le fonderie del nord Europa. Nella ricerca della soluzione a questi problemi, l’ingegnere Vecelli, nel 1925 progettò un porto sulla costa, di fronte al faraglione di Pan di Zucchero, dove il fondale è abbastanza profondo. Questo permetteva nelle varie gallerie scavate nella falesia, di conservare e ammassare in enormi silos i minerali, di trasportarli su dei nastri trasportatori che, alla fine del tunnel, con un braccio meccanico venivano direttamente caricati nelle stive delle grandi navi attraccate e riparate dal vento grazie al faraglione. L’opera di Vecelli, unica all’epoca, venne chiamata Flavia, come la figlia dell’ingegnere.

Porto Flavia – vista dal mare

Consigli per la visita di Porto Flavia

Le visite sono obbligatoriamente guidate all’interno della galleria, partono ogni ora a seguito di una spiegazione sulle norme di sicurezza del sito. Vi consiglio di acquistare il biglietto online e di arrivare con largo anticipo prima dell’inizio della visita. A seconda del periodo alcuni giorni il sito rimane chiuso, quindi vi consiglio di contattarle direttamente se sapete già quando visiterete il sito (infoturistiche@comune.iglesias.ca.it).

I prezzi sia su internet che sul posto:

  • Intero: 10.00 euro
  • Ridotto (ragazzi dai 6/12 anni e senior +65): 6.50 euro
  • Gruppi (almeno 20 adulti paganti): 8.00 euro
  • Scuole: 6.50 euro

Va da sé dirvi che io e la mia amica siamo arrivate in ritardo, o meglio, non troppo in anticipo (5 minuti prima dell’inizio della visita) e il nostro posto è stato già venduto ad altre persone. Questo ha un po’ modificato i piani, in meglio ovviamente!! Nell’attesa la vista è davvero mozzafiato, ma la rabbia non mi permette di godermela a pieno, un bel bombolone mi ha aiutato. Che bella la vita senza dieta! 

Pan di Zucchero e Porto Flavia
Il Capo miniera e la signora Flavia

Nel frattempo veniamo a conoscenza della crociera lungo la costa. Una piccola gita in gommone al largo di Porto Flavia, il ché permette di vedere la famosa bocca del tunnel (che durante la visita della galleria non si può apprezzare), di accerchiare il faraglione di Pan di Zucchero e anche di fare un bel tuffo nel mare dalle mille sfumature blu. Un’altra chicca di questa crociera è la vista della famosa grotta azzurra che ha una volta molto simile alla sagoma della Sardegna. Una meraviglia tutta da scoprire. Nella località ci sono due piccole imprese che oltre ad avere i beach club, organizzano diverse escursioni, gestite da due fratelli, se un fratello non è disponibile provate a chiedere dell’altro e avrete l’avventura assicurata.
Una di queste si chiama Warung.

Grotta azzurra con la forma della Sardegna sulla costaverde del sulcis inglesiente
Grotta azzurra – Porto Flavia

Da Porto Flavia a Porto Pino

Noi dobbiamo continuare seguendo la tabella di marcia, ancora poche mete ci aspettano prima di concludere questa fuga di scoperte. Rimaniamo sempre nella bellissima Costa Verde, verso Porto Pino. Prima di arrivare al paese, sulla sinistra, all’incrocio si trova un chioschetto di frutta e verdura, inizia la lunga strada sterrata per la spiaggia di dune di Porto Pino. Per metri e metri, tra campagna e stagni sembra di essere persi in qualche paese straniero e poi ci si avvicina alla spiaggia. Infatti la sensazione di essere persi è solo un’illusione : arriviamo a un’area parking enorme, tanto grande che alla cassa indicano addirittura in quale corsia si deve parcheggiare. Tanto ben organizzato che ci lascia stupite. Una volta lasciata la macchina, fatto l’ennesimo cambio del costume, ci avviamo verso la spiaggia. Dal parcheggio infatti ci sono svariati metri da fare a piedi, ma poi si arriva al mare. Un mare così cristallino che ogni cosa, la nostra fatica, il parcheggio, le buche della strada, la polvere, il caldo, tutto ciò si vale questo paradiso. Quasi 4 chilometri di spiaggia che per un chilometro si inoltrano verso l’interno e raggiungendo in alcuni punti i 30 metri di altezza. C’è la particolare presenza di rari pini di Aleppo sul promontorio opposto, arrivati probabilmente con i fenici. Noi, come da copione, approfittiamo del magnifico quadro per riposarci.

Dune di sabbia di Porto Pino
Dune di Porto Pino
Spiaggia dune – Porto Pino
Spiaggia dune - Porto Pino  Mare cristallino con ragazza che fa il bagno
Spiaggia dune – Porto Pino

Fine del viaggio, tra nostalgia e stanchezza

Questa notte si conclude nella bellissima città di Cagliari. In due giorni abbiamo fatto tanti chilometri e scoperto una marea di luoghi nuovi. Luoghi avvolti nel fascino di un passato che non c’è più, ma che li rende magici. Abbiamo affrontato temi nei quali la storia si intreccia con la natura, dove il lavoro naturale della terra ha formato minerali, eroso rocce, creato deserti, regalato tesori che ci hanno arricchito e impoverito. Quello che è certo, è che noi oggi ci addormentiamo con le immagini del mare che brilla, sulla strada, per le curve da Masua a Nebida, del colore oro delle dune di sabbia, il calore di questa terra che non smette mai di stupirci.

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