Моя коммуналка – e niente più

Kommunalki : semplice tipo di abitatizione o emblema di un passato non ancora svanito?

Consultando Wikipedia ho trovato:

Kommunalka (in russo: коммуналка) è un tipo di abitazione, tipico della Russia sovietica, dove un grande appartamento dotato di numerose stanze viene condiviso da più nuclei familiari, che occupano ciascuno uno o due locali condividendo con gli altri servizi, cucina e corridoio.”

Ed apparentemente è così, un tipo di abitazione all’interno di un grande palazzo. Un grande palazzo dal colore incerto, con le decorazioni sbiadite che rievocano il passato, rigorosamente a forma di O, vista dall’alto, e con il cortile-parcheggio al centro. L’aspetto, fatiscente in alcuni casi, può nascondere in realtà grandi sorprese. Alcuni di questi palazzi suddivisi poi in kommunalki, appartenevano a famiglie importanti o benestanti, e per questa ragione gli interni tutt’ora possono essere decorati con uno spiccato gusto barocco che traspare dagli stucchi sui soffitti, o dagli antichi camini in ceramica. Gli ampi spazi, in questo caso, sono stati divise in varie stanze in modo da renderli vivibili per più persone. Il fenomeno delle kommunalki o degli appartamenti vintage, come mi piace pensarli, si può vedere benissimo nelle foto di Maxim, o nel suo profilo Istagram. 

 

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Come potete vedere nelle foto, le stanze nelle kommunalki, possono essere molto diverse. Senza ombra di dubbio, credo che le foto mostrate rappresentino bene la fusione di stili “prima” e “dopo” la rivoluzione, un mix di epoche storiche che vivono ancora oggi nell’interessante anima russa. Sono però, allo stesso tempo, alcune delle più belle stanze e kommunalki che io abbia visto. Questo perché, quando per la prima volta cercavo una stanza a San Pietroburgo ho visitato una marea di kommunalki e vi posso assicurare che non tutte hanno gli antichi camini e stucchi, o i tappeti sui muri per tenere calda l’ambiente, però tutti avevano una divano-letto. Ci sono quelle belle, ristrutturate forse intorno agli anni 80, oppure quelle costruite in epoca sovietica e solo “riparate“, in russo ремонтированные (remontìrovanniie). La parola ремонт (remònt), potrebbe essere tradotta semplicemente con ristrutturare, o in maniera più appropriata aggiustare. Aggiustate, quindi, per durare ancora qualche anno fino alla prossima ремонт! Un’altra cosa tipica delle stanze nelle kommunalki è la presenza del divano-letto. Perché non un letto? Perché senza divano, dove si siederebbero i гости (gosti)? gli ospiti che vengono a trovarti. Anche da qui traspare un’interessante caratteristica della русская душа (russkaia duscià). L’anima russa, che A D O R A avere ospiti a casa per offrire il fatidico чай (ciai, ovvero il tè). Tutte hanno il divano, ma non tutte sono uguali e qui di seguito potete vedere alcune delle peggiori kommunalki che si possano trovare. O almeno spero.

 

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Ovviamente esistono delle regole per una civile convivenza. Ogni settimana spetta a un inquilino diverso le zone condivise. I fornelli come le lavatrici sono divisi tra due o tre stanze, come anche i tavoli a disposizione in cucina. Non è cosa strana trovare pantaloni appesi sopra l’angolo cottura con ovviamente il gas acceso. La signora che mi affittò la stanza mi chiese una marea di volte perché un’italiana volesse vivere in una kommunalka, ed ora mi chiedo come avrei potuto raccontarvelo se non l’avessi vissuto sulla mia pelle. Si impietosì al punto di venire a pulire le zone comuni al posto mio, ignara del fatto che io il bagno e il gabinetto, li pulivo ogni mattina prima di utilizzarli.

In genere in una kommunalka possiamo trovare dalle 4 stanze in su, questo vuol dire che esistono appartamenti in comune con 10, o più stanze. Sempre spulciando nel sito di Maxim ho fatto un’esperienza virtuale, grazie ad un video girato nel corridorio di una delle kommunalki più grandi di San Pietroburgo. Una kommunalka con 30 stanze. Avete letto bene: 30 stanze e qualche bagno, cucina e servizi igenici. Ciò vuol dire che in quella kommunalka vivono tra le 60 e le 150 persone. Perché il fenomeno della kommunalka non riguarda solo anziani in difficoltà e studenti con poche risorse e tanta voglia di andare a vivere da soli, no! La kommunalka è conosciuta come un luogo abitativo anche per famiglie. Questo ce la dice lunga sull’idea di spazio personale tra i russi. Nella kommunalka dove io decisi di passare un mese della mia esperienza in Russia, tutti sembravano molto gentili e disponibili, a parte uno. Un signore sulla cinquantina, disoccupato, profondamente alcolizzato, con moglie incinta, due figlie e un cane. Immaginate questo bel quadretto catapultato in 20 m². Non è райская ситуация (rajskaia situazia, situazione paradisiaca). La classe media è in crescita, eppure in molti decidono di vivere nelle kommunalki. Non solo per la forte disparità sociale ancora presente, ma anche per il semplice motivo di condividere la propria vita con altre persone, come in una grande famiglia. Vivendo in una kommunalka non si è mai soli. E come dice un detto russo “В тесноте, да не в обиде” (v tesnote, da nie v obidie), più siamo e meglio è. (tradotto letteralmente “nella calca, ma non sofferenti”).

 

Chiaro quindi cosa siano fisicamente le kommunalki, rimane ancora poco chiaro perché siano ancora così presenti nella realtà russa, o per essere più precisi nella realtà pietroburghese. Sì, perché le kommunalki, nate intorno agli anni ’20, in un periodo di forte industrializzazione e urbanizzazione, quando la necessità di avere numerosi spazi abitativi in poco tempo, prevaleva sulla qualità degli stessi, ma San Pietroburgo sono tuttora presenti. Dopo questo fenomeno infatti, gran parte dell’80% della popolazione che viveva nelle zone rurali si trasferì nelle città per lavoro. Nella capitale della cultura, come viene soprannominata la città, la nostalgia del passato è racchiusa in queste abitazioni. E’ infatti strano trovare scrittore, artista o personaggio conosciuto del ventesimo secolo, che non abbia vissuto in una kommunalka. Achmatova, Pasternak, Maiakovskij, Bulgakov, Dostoevskij. La kommunalka dove visse Dostoevskij all’inizio della  carriera, dove scrisse varie opere, inclusa I Fratelli Karamazov e poi dove morì, oggi è un museo.

 

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La kommunalka è spesso presente anche nei suoi scritti:

Ai primi di luglio, dopo giornate caldissime, verso sera, un giovane uscì dal buco che aveva in subaffitto nel vicolo S. e a passi lenti, come se fosse indeciso, si diresse verso il ponte K.
Era riuscito a non incontrare la padrona di casa sulle scale. Il suo buco, più simile a un armadio che a un alloggio, si trovava nel sottotetto di un alto edificio a cinque piani. La donna che glielo aveva affittato, con pasto e servizio inclusi, alloggiava in un appartamento al piano di sotto e ogni volta che egli usciva doveva passare inevitabilmente davanti alla sua cucina, che aveva la porta quasi sempre spalancata sulle scale. E ogni volta che passava davanti a quella porta avvertiva una sensazione di fastidio, quasi di vigliaccheria, che gli faceva provare un senso di vergogna e lo faceva incupire. Le doveva molti arretrati e temeva di incontrarla.

[Fëdor Dostoevskij, Delitto e castigo, traduzione di Damiano Rebecchini, Feltrinelli Editore, 2013]

Quella stanza, la stanza della padrona esiste ancora, ed è ancora kommunalka. Ahimé non ho ancora avuto modo di visitarla!

Avevo girato tutto il giorno senza riuscire a trovare qualcosa di adatto. Il mio desiderio era di avere un appartamento libero, non in subaffitto; mi sarei accontentato anche di una stanza sola, purché fosse molto grande, e, nello stesso tempo, costasse poco.

[Fëdor Dostoevskij, Umiliati e offesi, traduzione di Ossip Felyne, Lia Neanova e C. Giardini, Mondadori, 2003.]

Una ragione per cui ancora oggi non sono state abolite le kommunalki è senza dubbio il grande apporto economico al centro città. La maggior parte di questi spazi abitativi si trova nel centro, e dovendo spostare tutti gli inquilini, si perderebbe allo stesso tempo il dinamismo e il fervore del centro storico. Tra l’altro, molte delle kommunalki sono talmente malconce, che per restaurarle ci vorrebbero delle somme enormi di denaro, quindi spesso la gente le acquista e le affitta, senza apportare modifiche o miglioramenti. Tra l’altro gli affittuari non hanno nessun interesse ad investire nell’appartamento, dato il fatto che sono in affitto. Un’altra verità è che rappresentano un vero attrattivo per le persone anziane, gli studenti e le persone che sono venute a vivere in città, ma che hanno piccole finanze. A molti piace vivere nelle kommunalki, e questo avvolge la città in un’enorme nebbia tra incanto e crudo realismo. Un modo come un’altro, che si utilizzò dopo la rivoluzione per espandere la vera filosofia del socialismo, nei valori comuni del popolo russo.

Le kommunalki, sono quindi molto più che delle semplici abitazioni condivise, sono il passato, ma anche il presente di una Russia che ha conosciuto il peggio e che in quel peggio, ha potuto trovare la speranza di una vita semplice e felice. (Lenin mi avrebbe stretto la mano!) Nelle kommunalki abbiamo visto i numerosi simboli o metafore presenti parallelamente nella società e anima russa. Tornando indietro rifarei mille volte ques’esperienza, seppur con una migliore conoscenza della lingua russa. Certamente mi avrebbe aiutato a capire il ragazzo che, all’una di notte, bussava da mezz’ora alla porta della kommunalka, cercando imperterrito Надежда (Nadežda), nome femminile russo, significato di speranza.

 

Per coloro che ora sono affascinati da questa strana realtà russa qui e qui e qui potete trovare degli articoli interessanti che affrontano più l’aspetto politico ed economico. Esiste anche un bellissimo film, al limite del musical, ambientato in una kommunalka. Grazie per essere passati!

 

*Aleksandr Burzev, bibliofilo, bibliografo, editore (1869-1938), personaggio che dopo la rivoluzione russa perse tutte le sue fortune, divenute statali.

 

4 Replies to “Моя коммуналка – e niente più”

  1. Ciao, scusa tanto se i disturbo !
    Innanzitutto complimenti per il blog, è carinissimo!!
    Anche io ne ho aperto da poco uno, ho tante idee in testa e spero di riuscire a realizzarle tutte senza deludere i miei lettori. Ti lascio il link, se hai tempo fai un salto, fammi sapere che ne pensi e, se ti va, iscriviti 🙂
    Ti ringrazio in anticipo!

    https://allegrawin.wordpress.com/

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