Ritorno di fiamma al lago di Costanza

Spesso, presi dall’affanno e dall’ossessione di allungare il più possibile la lista dei posti già visitati (o di grattare la nostra scratch map) dimentichiamo l’immenso piacere che provoca il ritorno in un luogo del nostro passato. Un luogo che ci ha già emozionato tanto e che se ne sta lì, nella nostra memoria, in attesa di essere ripescato. Un ritorno di fiamma insomma.

Io, un angolino della mia anima viaggiatrice, lo riserverò sempre al lago di Costanza. Quanti ricordi legati a questo posto: il primo viaggio all’estero senza i miei genitori, i primi amici con una cultura e una lingua diversa, conosciuti durante i due gemellaggi a cui ho partecipato ai tempi del liceo, le prime vere scoperte. Ad esempio, la sorpresa nello scoprire che un lago non è solo un buco con dell’acqua “sporca” dentro, ma può regalare delle emozioni grandi, quasi come il mio mare. Sì, ammetto che noi pugliesi a volte non abbiamo delle vedute particolarmente ampie quando si tratta di apprezzare i patrimoni culturali altrui…! 🙂

Il lago di Costanza, in tedesco Bodensee, si trova nel cuore dell’Europa, tra Germania, Svizzera e Austria. E’ una delle destinazioni turistiche principali delle tre nazioni, in quanto perfettamente adatta sia a viaggi avventurosi nelle montagne vicine, sia (e soprattutto) a viaggi piacevoli e comodi in bici o in traghetto. Ogni volta provo a visitare un posto diverso e questa volta è toccato a qualcosa di più o meno esotico, che non mi sarei aspettata di trovare proprio lì: le palafitte di Unteruhldingen, vicino a Meersburg.

Palafitte

Queste palafitte sono state scoperte all’inizio dello scorso secolo grazie a delle immersioni di archeologi, mentre le ricostruzioni risalgono all’anno 2000 e sono parte del progetto Archeolive del programma dell’Unione Europea “Raffaello” (di cui fa parte anche il sito archeologico di Montale Rangone, in provincia di Modena).

Il sito è organizzato in modo da offrire al visitatore quello che, nei limiti del possibile, si avvicina di più ad un viaggio nel tempo. La parte iniziale, ovvero quella principale, mostra la vita nelle palafitte nell’età del bronzo, mentre la seconda parte è dedicata al Neolitico. Ogni costruzione presenta un aspetto della vita nelle palafitte, attraverso riproduzioni, modellini e guide che spiegano, tra gli altri, come erano organizzati il commercio e la vita sociale, come venivano costruiti e dipinti i vasi, o come le donne si truccavano utilizzando pigmenti reperibili in natura.

 

Palafitte 2

Si può arrivare alle palafitte con un comodo bus che parte dalla cittadina di Meersburg oppure attraverso la pista ciclabile che circonda il lago. Per le guide in italiano e in inglese è necessario prenotare in anticipo, mentre quelle in tedesco sono ovviamente sempre disponibili.

Weg PfahlbautenPalafitte2

Da non perdere assolutamente è la cittadina di Meersburg, che avevo già avuto il piacere di visitare in precedenza, e in cui volevo assolutamente far ritorno anche questa volta. Passeggiate su e giù per le stradine, visitate il castello medievale, mangiate un gelato in uno degli innumerevoli locali lungo il lago: in qualsiasi modo scegliate di godervi la città, ne rimarrete incantati!

MeersburgMeersburg 2Albero Meersburg

Ultima tappa di questa “toccata e fuga” è stata Costanza, città tedesca letteralmente attaccata alla cittadina svizzera di Kreuzlingen. Se arrivate con il traghetto da Meersburg, vedrete ruotare attorno al suo piedistallo la statua di Imperia, simbolo della città. Si tratta di una figura femminile, probabilmente una prostituta, che ha in mano il re e il papa. Metaforicamente e non, si intende.

Anche a Costanza il centro storico è da gustare con lentezza, ma quello che consiglio ancora di più è concedersi una passeggiata sul lungolago in direzione Kreuzlingen. Le due cittadine infatti, sono praticamente attaccate e non esiste un vero e proprio confine, così che si può tranquillamente camminare da uno stato all’altro. O saltare. O fare la ruota. Insomma, di questi tempi, bisogna approfittare dell’assenza di muri e confini vari, finché possiamo.

Konstanz2KonstanzKonstanz Altstadt

Io al confine

Local Tips: Isabelle consiglia a Costanza il ristorante “Zum Pfannkuchen“, dove si possono gustare queste enormi crepes salate, dette appunto Pfannkuchen. Anche senza conoscenze della lingua tedesca, si potrebbe intuire che la parola è la traduzione letterale dell’inglese pancake. In realtà, si tratta appunto di un adattamento delle famose pancake americane, ma che ormai è diventato tipico della cucina del sud della Germania. Tra i vari ingredienti non possono mancare Speck e Rostzwiebeln, cipolle alla griglia. Per me questo ristorante è ormai un rituale, anche se non riesco mai a mangiare tutto. E non è da me, ergo andateci con tanta, tanta fame.

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