Tottori: il Giappone esotico che non mi aspettavo

Arrampicarmi senza fiato sulle dune di sabbia, guardare incredula dei ragazzi praticare sand surfing, camminare stremata accanto a cammelli dall’aria menefreghista: ho sempre fantasticato di fare un viaggio con queste caratteristiche in qualche deserto del Nord Africa o dell’Australia. Mai però avrei pensato di fare un’esperienza del genere proprio in Giappone.

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Tottori è conosciuta per le sue dune di sabbia (Tottori-sakyu), che ricoprono un tratto di costa lungo 16 km. La città è facilmente raggiungibile in bus da Hiroshima e da Kyoto, e credetemi, vale la pena andarci. Quantomeno per poter dire di aver visto anche il lato esotico del Giappone…!

Io ci sono andata in una calda domenica, in cui naturalmente tanti altri turisti, perlopiù asiatici, avevano avuto la mia stessa idea. Ciò che mi ha sorpreso è invece il fatto che quasi nessuno di loro abbia avuto la minima voglia di tuffarsi in acqua con quel caldo, anzi molti passeggiavano spensierati sulla sabbia con i loro ombrellini anti-sole.

Comunque, è possibile svolgere diverse attività, tra cui appunto fare un giro sul cammello, praticare sand surfing e, nel punto più alto (sui 90 metri) seguire un corso di parapendio. Oppure semplicemente camminare, salendo e scendendo, per le dune di sabbia, e godersi il magnifico panorama bicolore. Marroncino e blu.

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Assolutamente da non perdere è il Sand Museum, il museo della sabbia, che attraverso le sue sculture permette ai visitatori di fare un “giro del mondo”. Quest’anno l’esposizione riguarda il Sud America: un segno del destino, suggerimento per il mio prossimo viaggio?!

Diversi scultori, tra cui l’italiano Leonardo Ugolini, si sono cimentati nella preparazione di impressionanti sculture sulla storia e sulla cultura sudamericana: dal Machu Picchu al carnevale di Rio, da El Dorado agli animali esotici delle isole Galapagos. Non avevo mai avuto l’occasione di osservare e contemplare da così vicino delle sculture di sabbia, e ho trovato affascinante il lavoro di questi scultori che da una risorsa così delicata e quasi inconsistente come la sabbia, possono creare opere che sembrano quasi di marmo...

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E proprio a Tottori ho trovato il Y Pub&Hostel, che ho subito aggiunto alla mia lista di ostelli preferiti. L’atmosfera era super accogliente e giovanile, con i tipici letti “a capsula“, come mostra questa foto scattata alla bell’e meglio con il cellulare:

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Tottori è una meta insolita, eppure racchiude uno dei momenti migliori passati in Giappone. Perché quello che cerco è proprio questo: paesaggi che tolgono il fiato, lontani dagli stereotipi e dalle aspettative.

 

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Costo entrata al Sand Museum: 600 yen

6 Replies to “Tottori: il Giappone esotico che non mi aspettavo”

  1. Ciao 🙂 Io consiglio di non soggiornare a Tottori perché a parte le dune di sabbia, non mi è sembrato che la città offrisse tantissimo. Però, chissà..magari potrebbe riservare delle sorprese 😉

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