Scorci del Gion Matsuri a Kyoto

Sono convinta che ci sia qualcosa che accomuna le varie feste di paese nel mondo. Non so se questo qualcosa possa essere identificato nella gente, turisti e locali, che pur stremata dal caldo e dalla stanchezza, continua a camminare nella folla, obbedendo all’obbligo di non perdersi il grande giorno. O forse nelle bancarelle, dove dipendenti matidi di sudore cercano di accontentare tutti i clienti e dividersi tra frittura e cassa. Oppure nei palloncini, che ribelli volano via dalle dita dei bambini, finalmente liberi di fluttuare nell’aria.

Gli scorsi giorni alla festa del Gion Matsuri a Kyoto, in molti momenti ho dimenticato di essere in Giappone. Persino durante la sfilata dei carri, mi sembrava quasi di assistere ad una festa patronale in Puglia, in cui la gente si accalca per scattare foto e i protagonisti della sfilata, impacciati nei loro costumi, si guardano attorno per scorgere qualcuno di loro conoscenza. Oppure fanno finta di non notare gli obiettivi delle fotocamere puntati contro di loro, cercando di assumere una posa quanto più naturale possibile.

Invece mi trovavo proprio a Kyoto, durante uno dei festival più importanti in Giappone, e anche uno dei più antichi, visto che risale all’anno 869. Il Gion Matsuri occupa l’intero mese di luglio, ma gli spettacoli che attraggono il numero maggiore di spettatori si concentrano tra il 14 e il 17 luglio. Durante le sere del 15 e del 16 le grandi strade di Shijo e Kawaramachi vengono chiuse al traffico, vengono allestiti stand di cibo e giochi, e alcune famiglie aprono la porta di casa per mostrare i loro gioielli privati. Bambini e adulti, molto spesso anche turisti, passeggiano indossando il kimono estivo o lo yukata con disinvoltura, tanto che a volte sembra che i protagonisti della festa siano proprio loro.

Il 17 luglio invece è il giorno del famoso Yamaboko Junkō, in cui la grande sfilata dei carri ha luogo. Gli Hoko sono grandi carri trainati con una fune da 30 a 50 persone, alti 25 metri e con ruote alte 2 metri. Sul carro siedono i musicisti che diffondono con flauti e tamburi i ritmi Bayashi. I carri Yama invece sono meno sofisticati, trainati da 14 a 25 persone e prevedono un albero di pino in cima alla struttura.

Stento a credere che questi eventi mostrino la vera essenza della cultura che rappresentano, in questo caso la cultura giapponese. Si tratta più che altro di ricordare insieme le tradizioni, e di ritrovarsi in tanti nella piazza o nelle strade più popolari. È per questo che ciò che mi ha incuriosito di più è stata la gente coi costumi, i bambini divertiti e anche quelli in lacrime, gli sguardi curiosi e quelli annoiati. Questi sono stati gli attimi che ho immortalato, forse non dipingono la festa in sé, ma ciò che mi ha colpito. La gente al centro del mondo.

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Fonti:

Sito ufficiale Japan Guide
Sito ufficiale di Gion Matsuri

2 Replies to “Scorci del Gion Matsuri a Kyoto”

  1. …o forse lo stiamo diventando piano piano. Le diversità saranno sempre più difficili da scoprire e, proprio per questo, più preziose 😉

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