Ai piedi del Fuji-San

Fuji-San. In giapponese la parola “san” si usa sia per denominare una montagna, sia per esprimere il rispetto verso una persona più anziana o che non si conosce. Chissà quindi che non ci sia un nesso tra i due significati, che il “san” stia ad indicare in qualche modo il rispetto e il senso di inferiorità che si prova davanti ad un vulcano così imponente come il Fuji.

Imponente non solo per i suoi 3776 metri di altezza, cifra che ogni giapponese impara a scuola insieme alle tabelline, ma anche per il suo aspetto. Visto da lontano, il Fuji dà l’impressione che si erga attorno al nulla. Un vulcano solitario e maestoso, in mezzo alle valli e ai laghi.

Bisogna avere fortuna e pazienza col Fuji-San. Appena sono arrivata, le nuvole lo offuscavano e permettevano appena di intravederlo. Con i miei amici abbiamo deciso di rimandare l’impresa della scalata, che comunque è ufficialmente consentita solo a partire dal 1° luglio. Abbiamo quindi optato per attività più semplici e leggere. Ecco, più o meno. Se un percorso in discesa in mountain bike si può definire in questo modo… In fin dei conti però a parte il dolore alle natiche e qualche livido, mi è rimasto quanto meno il ricordo di una breve ma sudata escursione nella natura e di un panorama mozzafiato della valle. La prossima volta comunque, per evitare gaffes, mi ricorderò di non intraprendere certe attività sportive con degli atleti professionisti di pallamano…

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Perché i giapponesi non sanno mettere a fuoco una foto?

Questo week-end mi ha riservato solo sorprese. La sera abbiamo cenato in un casolare costruito ben 150 anni fa. Abbiamo mangiato alla maniera antica giapponese, seduti attorno alla brace arrostendo noi stessi i vari spiedi: trota, tofu, funghi, mais, pollo, seppia, una gelatina ricavata dal grano, e un tipo particolare di “dango”, ovvero una specie di gnocco con farina di mais, per poi finire in bellezza con una zuppa miso con noodles fatti in casa, che per la loro larghezza mi ricordavano più che altro le tagliatelle di nonna Pina… Insomma, uno dei pasti in assoluto più abbondanti (e felici) della mia vita! Non ho trovato il sito ufficiale, ma Google viene in aiuto quindi per saperne di più cliccate qui.

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Il posto in cui abbiamo dormito, sempre nella località di Fuji-Kawaguchiko, trasmetteva ancora di più l’idea di rustico. Grazie ad un contatto locale, abbiamo potuto ottenere un buon prezzo per una casa in un resort in mezzo al bosco e al lago. Il complesso di appartamenti presentava anche degli onsen, ovvero le terme tradizionali giapponesi, che naturalmente non mi sono fatta sfuggire. È stato particolarmente suggestivo essere immersa nell’acqua calda, all’aria aperta, osservando la pioggerellina fitta che si posava leggera sui pini nel bosco.

Potrei tralasciare il fatto che l’onsen prima di chiudere ha trasmesso annunci solo in giapponese e che nessun addetto si è preso la briga di controllare se qualcuno fosse rimasto dentro, ma so che qualcuno apprezza particolarmente le mie avventure rocambolesche…Risultato? Sono rimasta chiusa dentro e il mio amico giapponese è dovuto correre a riprendermi. Per farlo ha dovuto telefonare alla security e farsi trasmettere il codice per aprire le porte. Certo, col senno di poi, avrei potuto approfittarne e continuare a sguazzare nell’acqua calda tutta la notte…

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Dalla quiete delle terme alla frenesia delle montagne russe. Il viaggio è proseguito con la visita al Fuji Q, il parco d’attrazioni che può vantarsi della nomina di “parco più spaventoso al mondo”. Un record dopo un altro: la casa degli orrori col percorso più lungo al mondo (fatto), la montagna russa più alta del mondo, con i suoi 79 metri (fatto), la montagna russa col numero più alto di giri a testa in giù al mondo (ehm.. passo!). Insomma, i giapponesi quando vogliono incutere terrore, credetemi, ci sanno fare!

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Haunted Hospital – Fuji Q

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Questo week-end mi ha regalato delle emozioni molto forti, e se è vero che al Fuji bisognerebbe andare almeno una volta nella vita, a me servono due visite, perché la prossima volta la scalata è assicurata. Ad maiora, Fuji-San!

 

2 Replies to “Ai piedi del Fuji-San”

  1. Che bellissima avventura! Il Giappone mi ha sempre affascinata, ma sono sempre stata un po’ timorosa per via del “budget” che penso sia necessario avere da parte un po’ di soldini prima di affrontare questo viaggio… 🙂

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  2. Si effettivamente non è una delle mete più “cheap”, però credo che non sia neanche tanto costosa come si pensa. Poi l’avventura del Fuji è stata un piccolo lusso che mi sono concessa :-p Grazie per la visita, Erica

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