Attendendo il timbro giapponese…

wp-1464214106834.jpeg

Da un po’ di tempo scrivo un diario. In realtà si tratta di una raccolta di 365 domande, una al giorno per cinque anni. Oggi mi è capitata questa domanda, cascata a fagiolo: “Se potessi viaggiare in qualsiasi posto domani, dove andresti?”

Domani parto per il Giappone. Complemento di tempo, soggetto sottinteso, predicato verbale e complemento di moto a luogo. Perché mi metto a fare l’analisi logica proprio adesso? Avrei molto di meglio da fare che pensare alla grammatica. Il fatto è che sto scrivendo di getto e l’ultima cosa che riesco a fare è realizzare il significato della frase. Realizzare che sto per affrontare la sfida più grande (finora)!

Probabilmente lo farò quando guarderò con i miei occhi increduli il timbro del visto giapponese sul mio passaporto. Il mio primo timbro. A quel punto però sarà troppo tardi per fantasticare su tutto ciò che vivrò, perché sarò già catapultata nel mondo giapponese. L’Estremo Oriente. Il paese delle geishe, delle arti marziali, dei samurai, delle cerimonia del tè, dei manga, del sushi, dei disastri natbnurali e chi più ne ha, più ne metta. Il paese delle contraddizioni: da una parte la disciplinata tradizione, dall’altra la folle modernità.

Da sempre, essendo cresciuta su un tatami di judo, ho contemplato seppur da lontano la cultura giapponese, senza mai avvicinarmi troppo. Probabilmente due mesi non sono niente per una simile impresa, ma il fatto di provarci da workawayer e non da semplice turista, mi dà tanta fiducia.

Lavorerò il primo mese a Tokyo in un language cafe intrattenendo e aiutando gli ospiti, perlopiù giapponesi (evviva!) che vogliono praticare una lingua. Il secondo mese invece mi sposterò a Otsu, una piccola città vicino Kyoto, in cui insegnerò inglese e aiuterò con i lavori di ristrutturazione di un ostello. Sarà lì che probabilmente potrò conoscere il Giappone tradizionale.

Presto, molto presto potrò toccare con mano il timbro sul mio passaporto. Quel timbro che mi è costato il tanto agognato posto di lavoro a tempo indeterminato. Sono stata definita un’incosciente per aver buttato all’aria una “simile occasione” all’età di 23 anni, ma per fortuna sono tanti quelli che mi incoraggiano. E mentre le opinioni si dividono, io imperterrita vado per la mia strada, per adesso quella del Sol Levante. È una questione di Fernweh.

4 Replies to “Attendendo il timbro giapponese…”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...