Sardegna on the road…Ricordi

Non è facile ripristinare nella memoria in maniera ordinata e lucida esperienze ed emozioni vissute nel passato. Nel caso della Sardegna però le impressioni del mio viaggio sono rimaste vive e pulsano forti dentro di me. E come potrebbe non essere così, visto che provengono da una terra così calda e accogliente. Un viaggio on the road, dall’aeroporto di Cagliari all’aeroporto di Alghero, da sud a nord, da spiaggia a spiaggia.

Inizio dall’unico ricordo negativo, così me lo tolgo davanti e non ci penso più: il maestrale. Il maledetto vento maestrale che come un ospite scortese, arriva quando meno te lo aspetti, senza avvisare e trattenendosi a lungo. Per sei giorni ci ha impedito di goderci sole e mare, ma soprattutto mi ha costretta (n.b. in vacanza in Sardegna!) ad avvolgermi nella mia sciarpa.

E dopo questo breve ma ben giustificato sfogo, posso concentrarmi sulla meraviglia che ho potuto percepire in ogni angolo della Sardegna. Prima tappa: Cagliari. Mi ricordo i tetti e la vista sul mare. Il centro storico, con le salite e le discese. Il blu del mare e il verde dei parchi in città.

Vista Cagliari

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Mi ricordo la festa patronale di Sardara. Non abbiamo partecipato né agli spettacoli, né alle processioni. La sera però siamo stati invitati in questo paesino di 4000 anime, si dice per la feste di Santa Mariaquas, si legge per mangiare porceddu e anguille. Ricordo ancora le parole del mio amico colombiano: “Ma come? Sei del Sud de la Italia e ti fanno schifo le anguille? No es possible!”.  Vabè, proviamole, al massimo avrò lo stomaco in subbuglio per tutta la vacanza, cosa vuoi che sia. E da quel giorno ho scoperto una passione…

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Ricordo le spiagge di Is Aruttas e S’Archittu.  Is Aruttas mi ha particolarmente colpita con la sua sabbia rosa, composta da granelli di quarzo. Il forte vento ha tenuto lontani i numerosi turisti attratti dalla peculiarità della sabbia e noi, un pò più temerari, abbiamo potuto godercela in tranquillità. Ecco, più o meno.

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S’Archittu è invece una spiaggia famosa per gli scogli alti e a forma di arco, come suggerisce il nome stesso. Arrivate in cima, ricordo che io e la mia amica Teresa abbiamo contemplato per oltre mezz’ora sul rischio di tuffarci col mare un pò agitato. E poi da grandi fifone che siamo, ci siamo lanciate da un punto più basso, ma dal quale è valsa comunque la pena.

Is Aruttas

Mi ricordo la passeggiata di poche ore a Bosa, un grazioso paesino sulla costa occidentale, in provincia di Oristano. La città è piena di case coloratissime, che risplendono sul fiume che la attraversa. Risalendo per le stradine si arriva al castello di Serravalle, dal quale si può ammirare l’intera città. Ma Bosa me la ricordo soprattutto per lo scenario del tramonto magico che ci ha regalato.

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Bosa

Il mio viaggio in Sardegna è andato avanti così, con piccole soste in paesini che ci hanno fatto sognare, ognuno a modo suo. Ricordo, salendo in provincia di Sassari, Castelsardo, col suo look tenebroso. Certo, di nuovo le casette colorate collaborano ad aggraziarne l’immagine.

Castel Sardo

L’ultimo giorno è stato il più bello. E non solo perché splendeva il sole, ma anche perché abbiamo fatto un’escursione sull’isola dell’Asinara. Siamo arrivati molto comodamente in traghetto da Porto Torres, e altrettanto comodamente abbiamo affittato per la giornata una Ferrari dal color rosso sgargiante, con la quale abbiamo attraversato l’isola. Ci fermavamo spesso per ammirare gli scorci delle spiaggette, alcune delle quali riserve naturali in cui era vietato fare il bagno, e naturalmente gli asini albini, tanto caratteristici dell’isola. L’acqua era così chiara e limpida che potevamo vedere i pesci nuotare insieme a noi. Per concludere la giornata abbiamo visitato il carcere, famoso per aver “ospitato” membri delle Brigate Rosse e mafiosi. Mi verrebbe quasi da dire “beati loro”…

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Ci sarebbero innumerevoli posti e scorci che mi hanno lasciato un segno, tra i quali Isola Rossa, Nora e Pula, Alghero, Porto Cervo e naturalmente il paesino della mia amica, Valledoria, in provincia di Sassari. A tal proposito, ringrazio Francesca per aver organizzato tutte le tappe e averci fatto da guida nella sua meravigliosa terra. E la prossima volta, tornerò armata di penna e taccuino per poter trasformare in parole tutte le onde positive che questa terra mi trasmette.

La Sardegna ci ha salutate così, con l’alba di Stintino, una promessa rubata. La promessa di tornare presto.

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p.s.: per dovere di cronaca devo rivelare che la Ferrari era in realtà una macchinina elettrica. Ma di color rosso sgargiante, quello sì!

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